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Foto scattata nei pressi del Naviglio nell'autunno del 2022

L´Ortica

Pianta universalmente conosciuta per il suo potere “urticante” che molti di noi hanno sperimentatato, considerata “infestante” da alcuni e perciò estirpata da orti e campi, è invece ricchissima di proprietà e può essere utilizzata in molti ambiti.

Dalla sua analisi chimica sappiamo che contiene acido gallico e formico, azoto organico, tannino, clorofilla, ferro, zolfo, silicio, calcio, potassio, ammoniaca, soda, magnesio, manganese, cloro, provitamina A, vitamina B2, vitamina K, leucina, alanina..

E’ una delle piante utilizzate per i “preparati da cumulo” in agricoltura biodinamica. In questo caso si utilizza tutta la parte aerea raccolta in piena fioritura, interrata per un anno e poi estratta ed utilizzata insieme ad altre piante per un umificazione ottimale del composto, in quanto favorisce i processi calcio – potassio, trattiene gli odori di ammoniaca del letame, stimola nelle piante la capacità di estrarre dal terreno le sostanze per uno sviluppo sano e per una crescita equilibrata. 

I suoi estratti svolgono una azione rivitalizzante e di difesa su tutte le colture dalle malattie crittogamiche (alternaria, moniliosi, peronospora ecc.), dagli acari, dagli insetti (afidi, altiche, tignole, carpocapsa, ragnetto rosso, cocciniglia ecc.) Vengono utilizzati per ortaggi, alberi da frutta, viti ed ulivi. 

Maria Thun (famoso è il suo “Calendario delle semine”), grande sperimentatrice nel campo dell’agricoltura biodinamica, scomparsa da pochi anni e profonda conoscitrice delle piante, ci ha parlato dell’utilizzo dell’ortica  per rivitalizzare il terreno e le piante. 

L’ortica finemente sminuzzata va posta in acqua fredda, portata a breve ebollizione, lasciata in infusione 10 minuti e poi filtrata. Questo liquido  verrà spruzzato finemente sul terreno e sulle colture. Dieci grammi di ortica sono sufficienti per 100 litri di acqua, dose per  2.500 metri quadri.  La quantità di pianta utilizzata è davvero esigua perchè svolge un’azione di rivitalizzazione a livello omeopatico.

La Thun utilizzò questo infuso  sia sui cereali che sugli ortaggi, vedendo in tal caso che era particolarmente favorevole per cavolfiori, cavoli-rapa, pomodori e patate.  Se si desidera ottenere una maggior concentrazione di principi attivi nelle piante aromatiche, è opportuno coltivarle insieme all’ortica.  Infine i macerati della pianta, diluiti in acqua, costituiscono un rivitalizzante ed un fertilizzante per le piante. 

L’ortica trova il suo impiego anche per gli animali da cortile ( galline, oche, ecc.) in quanto, mescolata al mangime dopo averla triturata o secca, aumenta la produzione di uova e ne migliora il colore. Le mucche invece non mangiano le ortiche fresche , ma quelle essicate, aggiunte al foraggio, aumentano il grasso contenuto nel latte e colorano di giallo il burro. Per quanto riguarda i cavalli, era uso dar loro del foraggio contenente ortiche perchè ciò rende il loro pelo più folto e lucido.  

Un tempo era uso utilizzare i fusti dell’ortica messi a macerare nell’acqua per produrre una resistente fibra tessile. Quando ancora non esistevano i coloranti artificiali, venivano utilizzate per tingere i capi in lana e in seta. 

In cucina le ortiche rappresentano un’ottima verdura disponible dalla primavera all’autunno. Si raccolgono le cimette e le foglie laterali più grosse (tutta la parte aerea in primavera quando sono ancora tenere), si mettono a bagno nell’acqua risciacquandole un paio di volte, poi scolate e cucinate. Famoso è il risotto con le ortiche (aggiunte dopo 10 minuti di cottura del risotto), ma anche la pasta (le tenere cimette vanno aggiunte qualche minuto prima di fine cottura). Per quanto riguarda le frittate, le ortiche devono essere prima sbollentate per pochi minuti, strizzate, tritate ed aggiunte alle uova.  Si possono utilizzare come ripieno per tortelli, torte salate, calzoni. Rientrano negli ingredienti di zuppe, minestre, brodi, passati di verdura. Come verdura di contorno, lessate per alcuni minuti, scolate, strizzate e condite con olio, sale e limone, oppure fatte saltare in padella con aglio e olio.  Si possono mangiare anche crude, finemente tritate. Si possono ottenere dei succhi sminuzzandole e messe in un estrattore, con notevole potere depurativo.

L’utilizzo curativo dell’ortica prevede l’impiego di foglie, pianta intera e radici. E’ una pianta dalle innumerevoli proprietà curative: favorisce la lattazione, è antianemica (per il suo contenuto di ferro immediatamente bio-disponibile), è tonico astringente e vaso costrittore, è emostatica, anti infettiva, anti reumatica, antidiarroica, antiallergica. Viene quindi utilizzata per i raffreddori da fieno (prevenzione), nelle malattie della pelle (eczemi, micosi, prurito, scottature), contro le emorragie a diversa localizzazione, nei disturbi di stomaco, nei disturbi della menopausa, nel reumatismo gottoso, nella renella, nelle ulcere gastriche ed intestinali, nell’enterite muco-membranosa, nelle affezioni delle vie urinarie, nei catarri gastrici e bronchiali, nelle ulcere di stomaco, nelle malattie della milza, nei tumori a diversa localizzazione (come cura integrativa), nell’adenoma prostatico, nelle leucorree, nelle intossicazioni alimentari.  Infine combatte la stanchezza cronica dovuta a convalescenza, stress o superlavoro.

Per USO ESTERNO le radici e le foglie sono utili contro la caduta dei capelli e la forfora.Si fa un decotto con 200 grammi di foglie e radici + 600 grammi di acqua + 400 grammi di aceto. Bollire a fuoco lento per mezz’ora . Filtrare e frizionare il cuoio capelluto con questa lozione. Il succo fresco posto su un tampone frena l’epistassi.  Il decotto  è utile contro mughetto, candida, afte, affezioni delle mucose della bocca e della faringe.  In questo caso si utilizza una manciata di pianta intera sminuzzata in mezzo litro di acqua, si fa bollire 30 minuti, si lascia riposare una decina di minuti, si filtra e si utilizza per gargarismi e sciacqui alla bocca.     

Per USO ORALE: infuso di foglie ( 5 grammi per tazza di acqua bollente. In infusione 10 minuti). Bere più tazze al giorno.

Terminiamo la nostra esposizione con una breve BIBLIOGRAFIA:

– Jean Valnet: Fitoterapia. Cura delle malattie con le piante  Demetra

-Maria Treben: La salute alla farmacia del Signore. Athesia

– Maria Thun: Virtù e segreti delle piante medicinale e produttive.Natura e cultura editrice.

Aa Vv: Enciclopedia delle piante medicinali utilizzate negli alimenti, nei farmaci e nei cosmetici. Planta Medica.

Nadia Moroni: Le erbe spontanee medicinali e commestibili. Dispensa  rilasciata dopo il corso per il riconoscimento delle piante spontanee.

Per Zeolite-Italia

Nadia Moroni

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