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La bolla del Pesco

Molti di voi ci hanno chiesto come intervenire quando si manifesta la cosiddetta “bolla del pesco”.

Tale malattia, provocata dal fungo “TAPHRINA DEFORMANS”, si manifesta con escrescenze bollose sulle foglie, che assumono un aspetto deforme ed una colorazione rossastra, biancastra o verde chiaro, ma attacca anche i germogli, i fiori (che vengono deformati) ed infine i frutti, su cui produce escrescenze.

In inverno il fungo è presente nella pianta sotto forma di spore soprattutto sulla corteccia.

In primavera, in condizioni di tempo umido e piovoso e con particolari temperature (quando le piante rimangono bagnate per diverse ore a 7/8 gradi C) il fungo si riattiva e si diffonde in capo a 2/3 settimane quando le temperature saranno inferiori ai 18 gradi C, mentre con temperature superiori ai 25 gradi C l’infezione si arresta (generalmente ciò succede nel mese di maggio).

In questo caso è di fondamentale importanza la cura preventiva degli alberi. Per prima cosa è fondamentale curare il terreno, evitando ristagni idrici e bagnare le piante solo a terra e non sul fogliare; curare la potatura, eliminando accuratamente le parti colpite e se viene consentito, bruciarle e disinfettare gli attrezzi utilizzati per evitare il diffondersi dell’infezione.

 La cura del terreno si effettuerà apportando zeolite in grani, (per gli alberi da frutta occorre un trattamento ogni otto anni), che aumenterà il numero di nuovi capillari radicali, aiuterà a stabilizzare gli estremi della temperatura (sia di caldo che di freddo), regolerà il PH del suolo, favorirà l’assorbimento dei nutrienti presenti mentre rilascerà il calcio ed il potassio di cui è ricca, lavorerà per correggere eventuali ristagni di acqua.

 La cura preventiva dell’albero si inizia quando la pianta è in fase dormiente. Il primo trattamento si effettuerà a novembre/inizio dicembre, quando tutte le foglie sono cadute, il secondo trattamento a gennaio ed il terzo a febbraio, in concomitanza con la fine della potatura, utilizzando zeolite in polvere che verrà apportata con appositi impolverizzatori.

Subito dopo la fioritura sarà bene completare l’opera con cicli di trattamenti con zeolite micronizzata ogni 15- 30gg giorni fino a fine produzione.

 (In caso di bolla già esistente, invece di anticrittogamici chimici si possono utilizzare propoli, o decotti di equiseto arvense, o macerato di ortica, o bicarbonato di potassio, seguiti da trattamenti con zeolite in forma micronizzata seguendo i protocolli di agricoltura biologica).

E’ importante comprendere che la bolla del pesco va combattuta prima che compia i suoi danni e si manifesti sul fogliare – e quindi in fase preventiva, fase dormiente – per evitare che vengano compromesse le rese e la fruttificazione.

Antonio Oliveri

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