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zeolite chabasite in grani

L RIPRISTINO DELLA FERTILITA’ DEL SUOLO

La fertilità del suolo e la produttività delle culture dipendono principalmente dalla quantità di nutrienti disponibili presenti nel suolo. Tali nutrienti sono il risultato di varie attività della popolazione microbica e faunistica.I microrganismi formano una vivace comunità vivente nel suolo e hanno numerose funzioni:

– una parte di essi normalmente muore a causa dei cambiamenti delle condizioni ambientali ed è facilmente decomposta e mineralizzata dai microrganismi sopravvissuti, fornendo una notevole quantità di nutrienti alle piante in crescita;

– importante è il ruolo che hanno nel mantenimento della struttura del suolo e nel controllo delle malattie presenti in esso, nonché nella promozione della crescita delle piante attraverso la secrezione di ormoni;

– oltretutto svolgono un ruolo chiave nel ciclo dei nutrienti per sostenere la produttività del suolo, perché sono la fonte e il serbatoio per la nutrizione minerale;

– non per ultimo possono effettuare trasformazioni biochimiche.

La decomposizione dei residui vegetali e animali nel suolo costituisce un processo biologico fondamentale svolto da questa popolazione di microrganismi. In assenza di vita nel terreno tutte le trasformazioni biochimiche cessano, la sostenibilità è messa in pericolo e la produzione agricola ne risente. La flora microbica del suolo è una componente importante, poiché da essa dipendono la fertilità dello stesso, la crescita delle piante e, in ultima analisi, la produttività dell’agricoltura.

I batteri sono organismi unicellulari molto piccoli e costituiscono il maggiore numero di organismi del terreno. In genere ci sono da 106 a 108 batteri per grammo. I funghi del suolo sono attivi nella decomposizione della cellulosa e sono i principali agenti della decomposizione delle lignine prodotte dalle piante, sono responsabili della decomposizione di diverse sostanze organiche come lignina e chitina e conferiscono un profumo terroso al terreno.Oltre a questi ci sono alcune microflore che partecipano attivamente al processo di costruzione; i lombrichi, in quanto ingegneri dell’ecosistema, hanno effetti pronunciati sulla struttura del suolo come conseguenza della loro attività di scavo, ingestione e di produzione di getti.

La materia organica, risultato diretto dell’attività microbica, svolge un ruolo importante nello sviluppo e nel funzionamento degli ecosistemi terrestri. La biomassa microbica e l’attività microbica sono strettamente correlate al contenuto di sostanza del suolo e sono influenzate positivamente dagli ammendanti organici. Gli ammendanti organici sono materiali vivi, vegetali o animali, aggiunti al terreno per migliorarne le proprietà fisiche, come la ritenzione di acqua e nutrienti, la permeabilità, l’infiltrazione dell’acqua, il drenaggio e l’aereazione della struttura; essi sono di natura ecologica e possono mantenere la salute del suolo in termini di fertilità biologica e produttiva, oltre a rendere i prodotti di qualità.

A causa della monocoltura e del mancato ciclo di rotazione (riposo), gli ammendanti organici non sono in grado di soddisfare la richiesta di produzione agricola. CosÌ nel tempo abbiamo fatto uso, forse costretti dalla richiesta, di fertilizzanti organici di diversa natura, quali fanghi, letami di pollame, sterco di vacca ed altro, per arrivare ad ottenere buoni risultati.Nel corso degli ulti 100 anni grazie a tale tecnica, in combinazione con l’uso di fertilizzanti commerciali, siamo riusciti a soddisfare il fabbisogno agroalimentare di noi uomini senza pensare alle conseguenze.

L’eccessivo uso di fertilizzanti organici, scarti, liquami, fertilizzanti di sintesi e pesticidi causano una produzione di ammoniaca importante ed un eccesso di nitrati, oggi principali cause di perdita di fertilità del suolo, nonché il ristringimento delle falde con conseguente secca. Oltretutto l’eccesso di ammoniaca provoca una serie di miscele di gas che introdotte nell’ aria si nuclearizzano trasformandosi dallo stato gassoso allo stato solido. Tale azione prende in nome di particolato secondario, una forma d’ inquinamento atmosferica grave principale causa del tumore al polmone.

Per sostenere la biodiversità, per creare prodotti agroalimentari sostenibili, per diminuire il consumo di acqua, il consumo di fertilizzanti, per preservare le falde e aumentare la fertilità del suolo, dal 2016 ho approfondito una mia grande passione: lo studio sul mondo delle zeoliti. Ben presto questa passione diventa una vera e propria missione. Lo diventa quando mi sono reso conto del valore aggiunto che la zeolite, nella fattispecie chabasite di estrazione italiana, possa offrirci in agricoltura. Molte cose sono cambiate dal 2016 ad oggi, ad esempio il fatto che l’Unione Europea ha sancito che la zeolite è un ammendante per l’apparato radicale e un corroborante per l’apparato fogliare. La zeolite di specie chabasite è il migliore minerale da utilizzare in agricoltura. Grazie alla sua struttura chimico-fisica e all’ elevato scambio cationico trova impiego nel suolo per diverse funzioni, tra cui:

– preserva e aumenta i consorzi utili microbici aumentando la biomassa microbica;

– limita il consumo di acqua del 50% per ogni ciclo di coltura;

– limita il consumo di fertilizzanti di sintesi del 60% per ogni ciclo di coltura;

– fornisce stabilità termica;

– stabilizza il Ph;

– rilascia gradualmente calcio e potassio;

– abbatte la formazione di nitriti;

– libera l’azoto intrappolato nel suolo;

– protegge le piante da tutti gli agenti biotici e abiotici, disidratando muffe, batteriosi, microrganismi dannosi, favorendo il processo vegetativo.

In questi anni di studio non ho soltanto elaborato le bibliografie dei ricercatori, ma ho soprattutto studiato in ogni singola regione d’Italia il vento, l’esposizione solare, l’altitudine e la tipologia di colture che sono più adatte alla crescita in quel determinato luogo. Grazie alla collaborazione dell’uomo siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati eliminando l’utilizzo di prodotti di chimica di sintesi.

Il mio protocollo impiega solo prodotti naturali quali:

– ammendanti vegetali/organici;

– ammentanti minerali;

– microrganismi EM;

– biofertilizzanti;

– biostimolanti/repellenti.

L’utilizzo di tali prodotti ci permette di escludere l’impiego di prodotti di sintesi e di risparmiare fino al 95% dei costi.

In conclusione

Alla fine di questo mio studio ho sentito la necessità di introdurre un concetto quasi sempre ascoltato ma mai valorizzato per il beneficio che può assumere: “SOSTENIBILITÁ”.

Tutte le aziende agricole che nascono in biologico nel nostro paese soffrono la crescita a causa dei costi di produzione e commercializzazione.

Tutte le grandi aziende agricole che operano in convenzione soffrono le difficoltà di conversione in bio a causa dei costi.

Due nette disparita con un unico obiettivo: soddisfare il fabbisogno agroalimentare dell’uomo.

Ma che significa “sostenibile”?

Sostenibile significa mangiare più salutare, bilanciare le finanze tra agricoltore e commerciante.

Le grandi aziende dovrebbero avere la possibilità di abbassare l’uso di prodotti di chimica di sintesi, cosicché le piccole aziende abbiano la possibilità di maggiore equilibrio.

Ecco che il terreno riprenderà ad essere fertile, le falde non si seccheranno e abbatteremo la produzione di nitrati e gas serra.

La terra e la natura saranno più gentili.

Dedico la completezza di questo mio studio all’uomo

Antonio Oliveri

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