Tra gli ortaggi estivi maggiormente coltivati abbiamo il pomodoro, si pensa che le varietà esistenti nel mondo si aggirino intorno a 75 mila.
In Italia si contano più di 300 specie, anche se penso che a causa delle varie modifiche da laboratorio la cifra sia superiore.
Solitamente ci affidiamo al classico gruppo che varia da 3 a 5 specie, come ad esempio il San Marzano, il Belmonte, il Cuore di bue, il Ciliegino e il Datterino.
Da più di dieci anni si verifica un problema oramai divenuto comune soprattutto sulle varietà a polpa consistente, sto parlando del marciume apicale.
Molti studiosi di agronomia attribuiscono questo fenomeno alla mancanza di calcio nel terreno, suggerendo di integrarlo al suolo, altri alla troppa acqua data inizialmente, che indebolisce il peduncolo o picciolo e forma un inizio di marciume sulla loggia (la loggia è la base che tiene il seme prima della polpa); la goccia d’acqua compromessa tende a cadere verso il basso iniziando un processo di marciume apicale.
Durante delle prove con piante in vaso ho legato il pomodoro con la parte apicale verso l’alto e ho notato che in alcuni pomodori il marciume non si formava più sulla parte apicale, ma sul peduncolo.
Alla fine di questo test ho capito che la tesi di molti studiosi sull’eccessiva acqua data inizialmente abbia maggiore conferma rispetto alla mancanza di calcio.
Quanto scritto richiede maggiore approfondimento, se sei interessato all’argomento ti consiglio di continuare a leggere e troverai le tue risposte.
Quando ci suggeriscono di aggiungere calcio al terreno non facciamo altro che curare il malessere dell’ortaggio senza conoscere l’origine del male. In molti casi funziona, poiché una bella dose di calcio agisce calcificando la goccia di acqua in più creatasi nella loggia, in altri casi il danno è oramai fatto, così ne creiamo uno in più, ma quale? I nostri terreni sono ricchi di calcio non disponibile a causa della mancanza di solubilizzazione dei nutrienti; così introducendo calcio, aggiungendolo al calcio e agli altri nutrienti presenti ma atrofizzati nel suolo, contribuiamo al processo di degradazione del suolo, il nostro terreno è oramai prossimo alla sterilità.
Dobbiamo inoltre tenere ben presente che molte delle specie vegetali comprate nelle vaschette sono cresciute in situazioni di controllo. Acqua, temperatura, esposizione solare e qualità della scelta organica facilitano la crescita fino al momento della vendita.
La situazione cambia nel momento in cui mettiamo a dimora la nostra piantina. Lo stress da trapianto è la principale causa di alcuni disturbi che ne impediscono la crescita o ne agevolano la cattiva crescita; ciò anche a causa dell’indebolimento della specie proveniente dai laboratori.
Quanto scritto è comunque molto riduttivo rispetto alle infinite risposte che potrei darti, quindi ti suggerisco alcuni accorgimenti da adottare per il tuo orto:
– libera i nutrienti del suolo integrando con un semplice trattamento di Zeolite Chabasite in formato grani 2-5 mm prima della messa a dimora di ogni ortaggio;
– fa’ il bagnetto alle piantine con polvere di Zeolite Chabasite 100 micron (acqua e zeolite mescolata in un secchio);
– diminuisci i cicli di acqua aumentandone il dosaggio;
– aggiungi al terreno del magnesio in modo da liberare tutti i nutrienti intrappolati nel suolo per facilitare la formazione organica dei mancanti.
– proteggi il verde e il frutto con Zeolite Chabasite micronizzata 20 micron ogni 8gg in modo costante, aggiungendo una volta al mese un piccolo quantitativo di alga marina come fertilizzante completo;
– non dare acqua al mattino;
– dai acqua da bere alle piante (orto estivo) solo in tarda serata;
– non bagnare il colletto con la canula o metti il gocciolatore lontano.
Potrei darti molti altri suggerimenti, ma questi dipendono da alcuni fattori, quali ad esempio l’ altitudine, l’esposizione solare, il tipo di terreno e molto altro.
Antonio Oliveri
