Da una ricerca condotta dall’università di Oxford, ho concluso che questa malattia è innescata da un processo tecnico e fisiologico che avviene all’interno della pianta. Lo studio è stato effettuato in Italia, zona Lazio, e i rilievi sono stati fatti su 237 alberi in totale.
Lo scopo di questo studio era aumentare la conoscenza dei difetti di questa meravigliosa specie vegetale. Utilizzando analisi di variazione e di correlazione, si è giunti alla conclusione che è l’età a determinare il fattore di rischio della scollatura dell’anello. L’incidenza più alta si ha sulle piante pari o superiori ai 30 anni, mentre il fattore di rischio di scissione dell’anello si ha tra la fascia di età che va dai 12 ai 14 anni.
Facendo un confronto tra gli alberi della stessa età (tra i 25 e i 30 anni) il diametro del tronco non è fortemente correlato al distacco, è l’età che sposta l’anello verso l’esterno.
Le lesioni a forma di stella verso la centralità del nucleo, con la complicità del distacco dell’anello, hanno un’influenza sulle lesioni della corteccia.
La lesione della corteggia, nella sua cavità, è motivo di innesco di un fungo, che se non eliminato provoca il cancro della pianta.
Non tutte le piante subiscono questo mutamento fisiologico, ma inesorabilmente le spore ammalorate, attraverso le correnti d’aria, influenzano le piante sane.
Grazie a questa ricerca, ho capito che solo l’occhio vigile dell’uomo può diminuire questo fenomeno.
In questa situazione ciò che di meglio posso raccomandarvi è di spolverare polvere di zeolite chabasite 100 micron su tutta la corteccia, soprattutto nei periodi con maggiore umidità. L’azione di disidratazione reversibile di zeolite chabasite prosciuga le cavità della corteggia, e le spore saranno anch’esse disidratate.
Tuttavia è buona regola, soprattutto nella fase invernale, tenere pulito il terreno dai rami secchi dell’albero, evitando drastiche potature e lo scuotimento della pianta.
Antonio Oliveri
