L’aglione si differenza dall’aglio comune perché è privo di allicina, la sostanza responsabile del forte odore e della scarsa digeribilità; per questo motivo è dolce, leggero e non lascia l’alito pesante. Diversa è anche la dimensione, può infatti arrivare a pesare anche un chilo una singola testa. Si coltiva da ottobre a gennaio e si raccoglie a fine giugno.
L’aglione che vedete in foto è stato trattato con Zeolite Chabasite in grani, Niusei microrganismi EM1 ed Estratto di alga marina.
L’utilizzo della zeolite e dei microrganismi spiega l’ottimo stato di salute e la vigoria che si vede nell’immagine; essi hanno creato un ambiente ideale per l’aglione, che è una pianta molto esigente in termini di struttura del terreno, poichè:
• la zeolite trattiene l’acqua e i nutrienti (come il potassio, fondamentale per l’ingrossamento del bulbo) rilasciandoli lentamente, questo evita lo stress idrico e il “dilavamento” dei concimi;
• essendo in grani mantiene il terreno soffice e drenato, prevenendo i ristagni che sono il nemico numero uno dell’aglione e che causano marciumi radicali.
• in un terreno con zeolite i microrganismi colonizzano meglio le radici, questo potenzia l’apparato radicale, rendendo la pianta capace di assorbire più nutrienti.
• l’alga marina agisce come un biostimolante, aiuta la pianta a superare i mesi invernali (essendo stata messa a dimora a dicembre) e ora ne sta spingendo la crescita vegetativa.
Come puoi vedere il colore verde intenso e lo spessore delle foglie indicano che la pianta non ha carenze di azoto né attacchi fungini in corso, nonostante le intense piogge dal mese di gennaio ad oggi.
Antonio Oliveri
